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Diario
7 aprile 2009
Il PS ribadisce il sostegno a Guidi
In riferimento agli ultimi articoli di stampa sulla composizione della coalizione di centro sinistra, il Partito Socialista interviene per ribadire la sua posizione. La scelta del candidato Presidente Provinciale spetta alla federazione locale, che in assemblea con convinzione ed entusiasmo ha scelto di appoggiare Domenico Guidi. Continuiamo a ritenere Guidi persona valida, preparata e meritoria di questo riconoscimento per il grande lavoro che ha svolto in questi anni. La conoscenza e la visibilità che Guidi ha sul territorio, oltre la sua impostazione politico programmatica, ci spingono a spenderci per sostenere la sua figura. Oltre ai temi dell’acqua e dei rifiuti, siamo impegnati ad elaborare proposte per il rilancio economico del territorio, perché vediamo la disoccupazione come un dramma cui destinare la gran parte della nostra energia per contrastarla. Il Partito Socialista è convinto che per far rinascere il centro sinistra, renderlo competitivo per la vittoria in Provincia di Latina, per dotarlo di una prospettiva stabile, occorre ridare voce ai territori, alle sezioni locali, ai militanti e simpatizzanti. Questo processo noi lo abbiamo aperto da mesi, e non è stato di certo dettato dalle scadenze elettorali, è una linea politica interna di cui andiamo orgogliosi. Fin dal congresso di nascita del Partito Socialista ci siamo dati una semplice regola: che la linea politica e le scelte non spettavano al Segretario o al Direttivo ma a tutti i militanti. Convinti di questo abbiamo aperto il partito alla discussione, e abbiamo deciso la linea politica, che ripeto ci vede e ci vedrà sostenitori di Guidi.
| inviato da pslatina il 7/4/2009 alle 11:1 | |
3 marzo 2009
Socialisti Latina Scalo
Latina Scalo Lo Spettacolo continua………
Le famose scenette tra Totò e Peppino prendono vita a Latina Scalo, ma loro erano “altri personaggi” non avrebbero discusso per una locandina.
Le carenze restano sempre tante ma l’interesse della maggioranza si focalizza sulla discussione per la sponsorizzazione di un ameno pomeriggio carnevalesco.
Alta politica ed alto interesse tanto da far scendere in campo addirittura il Presidente, di Circoscrizione, figura che dovrebbe essere sempre al di sopra delle parti.
Tutto questo rafforza l’idea che per tanto risentimento e fastidio c’è qualcuno che ha degli interessi anche solo nella richiesta di riconoscimenti particolari, l’interesse generale ovviamente da queste parti viene sempre dopo o è sempre lo zuccherino per fare apparire gustose le cose.
E poi, per favore, non parliamo di eventi culturali e folklore. Concorrenza ad Ivrea, Cento o Putignano, la si fa inserendo il Carnevale in una programmazione culturale annuale, non estemporanea.
Ci si prepara per tempo coinvolgendo cittadini, associazioni, Circolo Scolastico, dando l’opportunità di allestire laboratori dove bambini ed adolescenti mettano a frutto fantasia e capacità per il loro svago , magari con la collaborazione dei tanti nonni che passano il tempo, dimenticati, tra carte da gioco e tv, recuperando con loro le tradizioni di questo territorio e di quello di origine.
Una festa che coniughi divertimento e legame con il luogo in cui si vive.
Sulla locandina si scriverà: “Evento patrocinato, organizzato e finanziato dalla Circoscrizione in collaborazione con……..”, messaggio neutro e trasparente per tutti.
La polemica bisogna sollevarla con forza su quella che a Latina Scalo sta diventando una brutta abitudine, lavori in corso con lezioni in corso.
Non si possono proprio aspettare i due messi o poco più al termine dell’anno scolastico per avere i nuovi spazi? E’ il caso di arrecare disagi per una promessa disattesa già da tempo, che prende il via giusto in campagna elettorale?
Si dirà certamente che sono state messe in campo tutte le misure di sicurezza, ci mancherebbe solo che non fosse così, l’esperienza di San Giuliano fa “scuola”:
Quei fondi per le cinque aule, che nel tempo si dimostreranno comunque insufficienti, si potevano investire nel potenziare il plesso di Tor Tre Ponti che è a rischio chiusura, per garantire un servizio di trasporto ben organizzato e gratuito interno allo Scalo e verso Tor Tre Ponti, i genitori sarebbero tranquilli, mobilità e parcheggi ne trarrebbero beneficio
Avere più scuole aperte vuol dire avere centri di formazione, aggregazione ed integrazione tra individui ed idee. Si deve solo capire se c’è la volontà di migliorare la società presente e futura.
Latina Scalo, 2 marzo 2009 Consiglieri Gruppo Misto
Sonia Petrocelli Guglielmo Bonfanti
| inviato da pslatina il 3/3/2009 alle 18:57 | |
3 marzo 2009
Socialisti Latina
Tasse in aumento e servizi che latitano. Due realtà che non collimano a discapito del cittadino.
Si susseguono iniziative di cittadini che cercano di risolvere da soli alcuni problemi che le istituzioni dovrebbero risolvere loro. Nel momento in cui per ammissione dello stesso Governo la pressione fiscale raggiunge livelli record, dato che andrà sicuramente ad aumentare data la flessione del prodotto interno lordo, i servizi che i cittadini ricevono continuano a latitare. Ricordiamo che le famiglie e l’imprese pagano le tasse per ottenere in cambio servizi efficienti. Pagare tanto per ottenere poco non è da paese civile, è questa la denuncia del Segretario del Partito Socialista Lidano Lucidi. “Si apprende in provincia di famiglie che si autotassano per poter fare la manutenzione su strade ridotte a colabrodo, di commercianti che puliscono da soli le strade. Paghiamo di più l’acqua, i rifiuti, per ricevere servizi di bassa qualità. Le famiglie che si organizzano da sole per sopperire alle mancanze del sistema sanitario ormai non fanno più notizia. Vedere sottratta una parte della ricchezza prodotta e ottenere in cambio servizi scadenti è profondamente ingiusto. Perché pagare per poi provvedere da soli a garantire i diritti che come cittadini ci spettano? Non da ultimo s’inserisce l’iniziativa dell’Associazione Vittime della Strada che hanno deciso di formare ronde per arginare le morti da incidenti stradali. L’iniziativa è lodevole, però va denunciata la mancanza delle istituzioni, incapaci sempre più spesso di dare risposte al legittimo bisogno di sicurezza. Pagare è giusto, ma è altrettanto giusto ricevere in cambio servizi efficienti per ciò che si è pagato.”
| inviato da pslatina il 3/3/2009 alle 18:54 | |
27 febbraio 2009
La destra a Latina Scalo
Comunicato Stampa Gruppo Misto Latina Scalo
Viabilità, mobilità, grandi opere, economia ed occupazione, sono alcune delle tematiche che mostrano grande sofferenza anche a Latina Scalo come nel resto di Latina e della sua provincia.
Senza andare a scomodare troppo le teorie dei massimi sistemi, globalizzazione e crisi economica mondiale, qui le cause le possiamo facilmente identificare nell’atrofizzazione di un sistema politico, in particolare quello di centrodestra che da anni ha in mano il comando, ma non il buon governo.
Non si è usata quella sapienza ed oculatezza necessarie affinché una forte vocazione industriale e quindi una buona base economica mantenessero se non gli stessi livelli almeno non svanissero nel nulla.
L’autoreferenzialità e scelte non a favore d’ interessi collettivi, hanno distrutto l’enorme potenzialità che Latina Scalo e le zone limitrofe avevano e continuano nonostante tutto ad avere.
Da volano per uno sviluppo in grado di trascinare e mantenere in moto un’economia, viste le prerogative industriali, turistiche ed agricole del territorio, a mero serbatoio elettorale da considerare solo in alcuni frangenti per poi ritrascurarlo.
Si poteva sfruttare quella che dovrebbe essere la normale sinergia tra Comune-Provincia-Regione, utile soprattutto nei momenti di crisi, invece che la faziosità e la strumentalizzazione politica; eppure quella Regione rappresentata come matrigna, non è stata avara di disponibilità e di fondi, tenendosi sopra le parti dell’appartenenza e proprio Latina Scalo ne è la prova, ricevendo finanziamenti regionali per la costruzione del parcheggio multipiano, il recupero dell’ex cinema, l’operatività dei Contratti di Quartiere.
Un governo responsabile dovrebbe interrogarsi e muoversi sul “come fare per” trovare valide risposte e soluzioni concrete, durature, che non siano solo piazzate sul “quanto siamo stati bravi”.
Riconversione industriale, sviluppo sostenibile, green economy intesa in un senso più ampio del termine, focalizzando l’attenzione sulle risorse locali a disposizione, possono essere quelle occasioni a cui guardare e tendere.
A Latina Scalo esistono grandi e piccole cattedrali nel deserto, deserto munito di inghiottitoi di fondi pubblici, come l’Intermodale, progettato per dare servizi ed occupazione, rivelatosi il più grande buco nero dell’universo.
Si perde tempo sulla questione Metro, mentre per una reale e volenterosa soluzione all’urgente problema mobilità, si potevano e si possono mettere in campo altri progetti che contemplino soluzioni con ricadute positive anche in termini economici ed ambientali, come accade già in altre zone del Nord e del Sud Italia.
Lo Scalo è ritenuto un feudo dove governare è sinonimo di elargizione ed esaltazione.
Se servono grandi eventi, come l’occupazione pacifica da parte del glorioso Corpo degli Alpini per porre attenzione e metter mano ad una viabilità storicamente insicura ed indecorosa, vuol dire che siamo ridotti male, altro che sfoggio d’impegno e sacrificio.
Viene da chiedersi quale raduno devono attendere le zone meno in vista del quartiere per avere la giusta considerazione.
Bisogna essere attenti e concreti, aprire gli occhi sui come e sui perché accadono le cose, poiché si è popolo e non sudditi e men che mai complici di un sistema.
Latina Scalo, 25 febbraio 2009 Sonia Petrocelli
Guglielmo Bonfanti
Consiglieri Gruppo Misto Latina Scalo
| inviato da pslatina il 27/2/2009 alle 10:6 | |
20 febbraio 2009
La politica davanti alla crisi economica
PARTITO SOCIALISTA FEDERAZIONE DI LATINA
La crisi economia è sotto gli occhi di tutti e sta assumendo connotati veramente preoccupanti. Proprio per questo motivo la politica più che denunciare le difficoltà deve prospettare soluzioni. Le famiglie chiedono un futuro di benessere, le imprese prospettive di sviluppo, di certo non chiedono di ricordargli quotidianamente che le cose non vanno per il verso giusto, lo sanno già. Il ruolo dei partiti è di mettere sul tappeto proposte, una visione di sviluppo del territorio, in sintesi risposte chiare. Ad esprimere la proposta socialista è il Segretario Provinciale Lidano Lucidi: “Il Partito Socialista proprio in questo spirito ritiene che una robusta crescita economia possa essere garantita dal potenziamento dei distretti industriali presenti sul territorio, quello chimico-farmaceutico e quello agroindustriale. Valorizzare i distretti vuol dire metterli a sistema con le realtà che li circondano, in particolar modo con gli enti di formazione, in primo luogo l’Università. La formazione universitaria e non, deve coinvolgere le aziende locali per evitare di sfornare specialisti con qualifiche non spendibili sul territorio. Lasciare la propria città, i propri affetti, deve essere una libera scelta delle persone e non una necessità. Per far ciò potrebbero essere sottoscritti protocolli d’intesa specifici, coinvolgendo anche gli studenti in prima persona. I giovani devono assumersi la responsabilità di decidere del proprio futuro. I distretti industriali hanno senso e possono creare effetti positivi soprattutto in termini di produzione di ricchezza se affrontano anche il problema del credito, ma non a livello di singola azienda bensì di gruppi d’aziende. L’aggregazione e la sintesi degli interessi se ben fatta è un valore aggiunto. Il bando sui distretti della regione Lazio, così come gli ultimi sviluppi legislativi in tema di fiscalità degli stessi, possono essere strumenti validi solo se tutti marciano nella stessa direzione. Bisogna inoltre uscire dalla logica secondo la quale più finanziamenti ci sono più bella figura si fa, per passare all’idea della qualità degli interventi. Se il consenso politico si misura nei voti, il consenso degli interventi economici dovrebbe essere misurato in termini di posti di lavoro creati”.
| inviato da pslatina il 20/2/2009 alle 11:46 | |
17 febbraio 2009
Candidato Presidente
Partito Socialista: Il segretario della Federazione di Latina, Lidano Lucidi, appoggia la candidatura di Domenico Guidi alla presidenza della Provincia
Il Partito Socialista ha impostato la sua attività non solo sul piano politico, ma anche culturale. Riteniamo infatti che per contrastare il centro destra occorra mettere in campo un chiaro programma elettorale e sociale del tutto alternativo in ogni singolo aspetto. Siamo impegnati nella ricostruzione del centro sinistra del tutto diverso dal Pdl e dai suoi alleati. Solo così la sinistra potrà recuperare quel voto che si sta rifugiando giustamente nell’astensionismo. È quindi con favore che apprendiamo la candidatura a Presidente della Provincia di Domenico Guidi. A spiegare le ragioni della scelta è il Segretario Provinciale del Partito Socialista Lidano Lucidi. “I motivi che ci spingono ad affermare ciò risiedono nel fatto che Guidi, in tutti questi anni, si è sempre contrapposto alle politiche del centro destra, che va da Azione Sociale della Mussolini all’Udc di Forte. Non possiamo che appoggiare le battaglie che Memmo Guidi ha condotto, e continua a condurre, contro Acqualatina e per l’acqua pubblica, sui rifiuti, sulla tutela dell’ambiente in generale, per la difesa dell’occupazione. Bisogna inchiodare chi governa il territorio alle sue responsabilità, visto che governa non solo la Provincia ma anche in moltissimi comuni. Avranno o no qualche responsabilità sulla crisi occupazionale, sulla gestione dell’acqua, sulla crisi agricola e ambientale del nostro territorio? Riteniamo la coerenza e la costanza dell’impegno politico di Guidi un valore aggiunto per l’area di sinistra, un punto di forza”. Lo stesso Lucidi prosegue: “Bisogna ritrovare le ragioni nell’essere veramente alternativi alla destra, sia a livello locale che nazionale, e per farlo occorre essere chiari nei messaggi, nei programmi e negli uomini. È proprio la mancanza di un forte Partito Socialista come esiste in tutta Europa, che permette al centro destra di egemonizzare la vita amministrativa, culturale e sociale. Inseguire l’agenda politica del Pdl sta portando all’estinzione della sinistra, è ora di invertire la rotta. I socialisti sono impegnati per la costruzione di un progetto politico duraturo, aperto alle istanze della società, che sappia riaccendere l’entusiasmo della base di sinistra che sta vivendo un periodo di sfiducia e sbandamento.”
| inviato da pslatina il 17/2/2009 alle 14:55 | |
12 febbraio 2009
Latina Scalo e i Centri Commerciali
L’Equilibrio!, è la parola chiave per garantire un sviluppo del commercio che rispetti il tessuto sociale. Ora, con i rischi di una eccessiva fioritura di centri commerciali nel nostro quartiere che sono stati evidenziati attraverso la stampa, i negozi del centro scompariranno progressivamente, con gravi disagi per quelle fasce di popolazione(soprattutto anziani e ragazzi) che non hanno la possibilità di spostarsi con auto proprie,in futuro sicuramente la politica favorirà il ritorno delle piccole e medie attività commerciali con “garanzie” e protezione per gli esercizi di vicinato commerciale e la dislocazione di presidi della grande distribuzione direttamente nei centri storici. In ogni caso,in primis la Regione con la Provincia e il Comune, sono obbligati a dare e/o proporre delle opportune soluzioni, per mantenere il giusto equilibrio commerciale tra queste realtà.<<Ma questi centri commerciali, rispondono alla logica di mercato?>>. Non dimentichiamo che le piccole attività commerciali,sono l’anima del tessuto connettivo di città,provincie e paesi, un elemento socializzante che garantisce anche il decoro urbano e la sicurezza. Una preoccupazione comprensibile quella del futuro dei piccoli esercizi, che per questi, noi cittadini manifestiamo una grande solidarietà. Ma ribadisco la necessità per le amministrazioni pubbliche di creare equilibri basati su criteri diversi o complementari a quello della competitività. Secondo me, forse esiste una possibilità per le piccole e medie realtà commerciali di passare al contrattacco, dipende da tre fattori in particolare: la capacità imprenditoriale del singolo negoziante(che può fornire servizi, fidelizzare la clientela, saper andare oltre il semplice rapporto di compra-vendita), la capacità di fare rete con altri piccoli imprenditori, superando individualismi duri a morire, infine la capacità di trovare uno o più alleati nelle pubbliche amministrazioni che devono saper valorizzare le reti commerciali di vicinato.
Latina scalo lì,11 Febbraio 2009 Comitato Cittadino Consultivo
per Latina scalo
Il fondatore
Gennaro Martone
| inviato da pslatina il 12/2/2009 alle 9:59 | |
7 febbraio 2009
A difesa di Napolitano
SABATO 7 FEBBRAIO ALLE ORE 17.00 MANIFESTAZIONE A ROMA DI FRONTE A PALAZZO CHIGI INDETTA DA: PARTITO SOCIALISTA SINISTRA DEMOCRATICA VERDI RIFONDAZIONE PER LA SINISTRA RIFONDAZIONE COMUNISTA RADICALI ITALIANI ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI
| inviato da pslatina il 7/2/2009 alle 0:22 | |
29 gennaio 2009
Marcel Lefebvre un nome un dramma
Una tragedia e una sconfitta per la chiesa.
Sono deluso, sbalordito, scandalizzato, amareggiato
Il Papa Benedetto XVI ritira la scomunica ai quattro vescovi tradizionalisti, scismatici consacrati da Mons. Marcel Lefebvre. E Mons. Bernard Fellay, superiore degli scismatici, esulta e dice: “adesso è stata ripristinata la dottrina cattolica”.
Povera chiesa che apre le porte al rientro dei tradizionalisti di Mons. Marcel Lefebvre, antisemiti, uno dei quali, Mons. Richard Williamson, nega la storia dell’Olocausto degli ebrei, le camere a gas, da sempre tutti in aperto contrasto con il Concilio Vaticano II, con la riforma liturgica bollata come “messa bastarda” e con i papi del dopo concilio, chiamandoli “papi bastardi”, che hanno sempre demonizzato qualsiasi tentativo di ecumenismo!
Povera chiesa che continua a mantenere chiuse le porte, lasciandoli nell’emarginazione e nell’esclusione, i tanti credenti progressisti (laici, sacerdoti, vescovi) che in tutto il mondo e specialmente in America Latina si sono sforzati e si sforzano di vivere la fede in Gesù nella fedeltà al Vangelo fino al sacrificio della loro vita!
I tanti vescovi progressisti tra i quali Mons. Oscar Arnulfo Romero di San Salvador, Mons. Elder Camara di Recife in Brasile, Mons. Sergio Mendez Arceo di Cuernavaca in Messico, Mons. Samuel Ruiz Garcia del Chiapas in Messico, Mons. Pedro Casaldàliga di Sao Felix in Brasile, Giovanni Franzoni, già abate di S. Paolo fuori le mura in Roma, i tanti teologi della Liberazione fra i quali Giulio Giradi, Leonardo Boff, Marcelo Barros, Jon Sobrino, Frei Betto, Frei Tito, Rutilio Grande e i tanti, tanti laici (ministri della Parola e catechisti) e religiosi delle Comunità Cristiane di Base hanno vissuto e continuano a vivere nella chiesa emarginati, perseguitati, torturati, uccisi. Autentici testimoni e profeti della chiesa conciliare nella scelta radicale per i poveri!
Le esperienze delle Comunità Cristiane di Base e della Teologia della Liberazione si fondano sulla fedeltà al concilio, ne vogliono ardentemente la sua storica applicazione e si fondano per una chiesa vicina ai poveri nella fedeltà al vangelo.
Queste esperienze sono state e tuttora rimangono emarginate, condannate ed escluse dal corpo della chiesa.
Mercoledì 21 gennaio scorso ho partecipato alla celebrazione dell’Eucarestia nella Parrocchia di S. Giacomo a Gaeta in occasione del trigesimo della scomparsa dell’amata Lucia, un’amica ospite della comunità alloggio “l’Aquilone”.
Il Parroco don Giuseppe Sparagna, nuovo vicario episcopale, nella sua riflessione dopo la lettura del Vangelo, richiamandosi alla settimana per l’unità dei cristiani, ha auspicato con forza l’unità tra i cristiani, fedeli al grido di Gesù “Che tutti siano uno” (Giovanni 17,21).
Ho pensato: come sarebbe bello per la diocesi di Gaeta iniziare il sinodo, voluto fortemente dall’Arcivescovo Mons. Fabio Bernardo D’Onorio, con un’esperienza di grande pacificazione di tutti quei cristiani (laici e sacerdoti) che nella nostra diocesi negli anni ‘70 e ‘80 sono stati condannati perché rei di adottare un approccio più ampio e flessibile nel trattare il rapporto dell’annuncio evangelico con i nuovi contesti storico-sociali.
Ho paura invece che il programma religioso diocesano per la settimana dell’unità dei cristiani si riduca in una grande parata religiosa (la processione con fiaccolata, gli interventi dei rappresentanti delle varie chiese cristiane) senza nessuna conseguenza per la vita della chiesa diocesana.
E mi vengono in mente le parole di Gesù: “Non chi dice Signore, Signore entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Matteo 7,21).
La chiesa che sogniamo in tanti deve essere capace di realizzare anche al suo interno una “convivialità delle differenze” come disse don Tonino Bello, il compianto vescovo di Molfetta.
Solo in una logica dell’inclusività si gioca l’avvenire della chiesa: una chiesa inclusiva che non emargina, che non giudica, che non esclude, una chiesa capace di accogliere ed amare.
E mentre sogno testardamente una nuova primavera nella chiesa diocesana con il sinodo ecco che arriva gelido il documento di revoca della scomunica ai lefebvriani proprio nel giorno in cui si chiude la settimana per l’unità dei cristiani, nel giorno in cui si celebrano i 50 anni dall’ indizione del Concilio Vaticano II e alla vigilia del giorno della memoria perché nessuno dimentichi i campi di sterminio nazisti.
E mi chiedo con sofferenza come mai si aprono le porte solo ai gruppi più reazionari, che appoggiano politiche razziste, xenofobe, che ripropongono un’immagine di chiesa slegata dalla gente e nella quale i fedeli laici non valgono nulla, che hanno calunniato i papi del dopo concilio, che hanno scritto che la sede era vacante e che l’ultimo papa era Pio XII, mentre al contrario si continua ad inquisire, a condannare, a punire e a cacciare i settori progressisti, le comunità di base, la teologia della liberazione?
Questo provvedimento crea in me sconcerto, tristezza e dolore, ma nonostante tutto voglio continuare a vivere nella chiesa, anche se da emarginato e da escluso dalla struttura diocesana, in una continua ricerca di una concreta attuazione nella storia del messaggio rivoluzionario di Cristo, in un continuo dialogo con tutti coloro che amano e cercano la giustizia.
Ho vissuto intensamente, da studente in teologia prima e da sacerdote poi, la ricchezza di umanità del Concilio Vaticano II°, l’apertura alle aspirazioni di ogni donna e di ogni uomo, le speranze di dialogo e di comunione che ho assaporato nella mia vita di testimonianza a Cristo e di servizio ai poveri nella Comunità di Animazione Cristiana in Formia.
Purtroppo il mio slancio giovanile sacerdotale si è spento nel tempo a furia di combattere contro i linciaggi morali, i sospetti, le condanne da parte dell’arcivescovo di allora e di molti sacerdoti e laici, perché reo di non aver ubbidito alla gerarchia del tempo in occasione del referendum sul divorzio. E dentro di me risuona ancora oggi, come un incubo, un passaggio di una fra le tante lettere di ammonimento e di condanna ricevute dal vescovo: “Tutto ciò segna purtroppo la tua condanna”.
Nonostante tutto continuo a sognare una chiesa che viva in povertà e umiltà, che non dipenda dai poteri di questo mondo, che dia spazio alle persone capaci di pensare in modo più aperto, una chiesa che infonda coraggio, una chiesa giovane che non emargini e non escluda, una chiesa che includa tutti, che sappia accogliere l’altro, chiunque esso sia, e tutti abbracci nell’amore misericordioso di Gesù.
E continuo ad attendere e a sognare il momento in cui la chiesa diocesana finalmente riconosca, valorizzi tutte le esperienze di fede condannate ed emarginate, ma ancora presenti nel territorio, e riconosca e valorizzi finalmente le esperienze umane di tutte le amiche e di tutti gli amici che hanno sofferto con me il linciaggio, la condanna e l’esclusione.
E tutto ciò deve essere realizzato nel rispetto delle nostre differenze e dei valori comuni, con la convinzione che anche nella chiesa si può essere diversi senza essere divisi.
Dr. Salvatore Gentile
Formia 28 gennaio 2009
| inviato da pslatina il 29/1/2009 alle 18:45 | |
29 gennaio 2009
Comitato Cittadino Consultivo per Latina Scalo
Nasce “spontaneo”, il primo “Comitato Cittadino Consultivo per Latina Scalo”, di supporto alle scelte del Consiglio Circoscrizionale della VII Circoscrizione, dove i cittadini possono apporre, suggerire interventi o segnalare disservizi o inefficienze. Il Comitato “spontaneo” è autonomo, apartitico, senza fini di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale. Ma perché un Comitato Cittadino? Molti sono i problemi irrisolti in questo territorio, e non sempre le risposte delle Istituzioni sono adeguate; per mancanze di risorse?,inefficienza?, mancanza di volontà?, mancata collaborazione dei cittadini? I cittadini organizzati e diverse iniziative tra loro coordinate ed integrate “pesano” di più. Gli scopi del Comitato sono; promuovere il miglioramento della qualità della vita, contribuire alla individuazione ed alla soluzione delle problematiche esistenti nel territorio, promuovendo il rispetto dei diritti, la partecipazione democratica ed il coinvolgimento della cittadinanza. Il Comitato, realizzerà le attività e si doterà degli strumenti che riterrà di volta in volta più opportuni, anche costituendo gruppi di lavoro e sottocomitati tematici e/o territoriali per la promozione e la gestione di specifiche iniziative; Il comitato provvederà al conseguimento dei suoi fini con l’impegno gratuito degli aderenti e con eventuali collaboratori esterni. Possono aderire gratuitamente al Comitato, i cittadini che ne condividono gli scopi e che vivono e operano a Latina Scalo. Per qualsiasi comunicazione, questo è l’indirizzo Email: ccltscalo@gmail.com.
Latina Scalo lì,29 Gennaio 2009 Gennaro Martone
| inviato da pslatina il 29/1/2009 alle 17:46 | |
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